Se un libro non si fa da solo, l'impegno etico non può fermarsi alla soglia di una fiera.
La scelta di Più libri più liberi di chiedere agli editori una dichiarazione esplicita di adesione ai valori costituzionali antifascisti è un gesto di chiarezza, e le reazioni scaturite, che l'hanno chiamata "censura", dimostrano esattamente perché quel gesto è necessario.
Questa dichiarazione nasce da lì e fa un passo avanti: lo stesso impegno esteso a chiunque nella filiera, non solo a chi occupa uno stand a un singolo evento, ma anche a chi con le parole lavora ogni giorno.